Jeu des echecs (1976)

Wolfango dalla Vecchia

 

 

Note all'esecuzione

Quest'opera – composta sull'invito di Liliana Medici Turrini e a lei dedicata – è stata inizialmente pensata per organo e pianoforte, ma risulta eseguibile con qualsiasi tipo di strumento a suoni determinati ed anche per più esecutori, poichè si tratta di una partitura aleatoria simile ad una scacchiera che, a seconda del lato in cui è girata, consente la lettura alternativa di quattro serie rispettivamente di 5, 6, 7, 12 suoni, contrassegnate dai nomi di quattro musicisti (Satie, Debussy, Stravinskij, Schomberg) e di istruzioni relative al carattere dell'improvvisazione.
Ogni esecutore dispone di una partitura che va porta sul leggio in una qualsiasi delle quattro posizioni possibili; stabilito chi darà inizio all'improvvisazione si procede poi liberamente in forma solistica o dialogica. L'improvvisazione può svolgersi secondo un percorso disegnato su carta trasparente e fissato su quadrante centrale; al termine, o ad un punto qualsiasi del percorso, l'esecutore girerà la partitura su di un altro lato, e procederà come prima.)
La realizzazione ideale dell'opera è quella di nascere ogni voltain modo diverso, a seconda dell'estro degli esecutori, i quali sono liberi di fare tutte le “mosse” che vogliono, nonchè di mutare ogni volta i loro interventi, singolarmente ed insieme. Il pezzo è concepito proprio come un'improvvisazione “da camera” nella quale gli esecutori si sbizzarriscono nella più grande libertà, sostituendosi al compositore: una “partita” di improvvisazioni che vuole essere soprattutto un “gioco” musicale.

W.D.V.

I quattro punti di vista dai quali può essere guardata la partitura mostrano quindi quattro serie diverse dedicate a quattro compositori. Inoltre, nei quadrati centrali sono presenti nove indicazioni testuali.

I quattro lati possono essere riassunti così:

 

 

ERIK CLAUDE IGOR ARNOLD